Disturbi del comportamento

Disturbi della condotta

A volte i bambini  possono avere comportamenti che infrangono le norme e le regole in maniera persistente; possono essere aggressivi, causare danni, rubare o infrangere gravemente altre regole. Questi comportamenti possono avere significati psicologici e possono essere trattati per evitare che si reiterino causando problemi al bambino e/o alle persone che gli stanno accanto.

Disturbo oppositivo provocatorio

Questo tipo di disagio è caratterizzato da comportamenti oppositivi e negativi che spesso si presentano con ostinazione e tenacia e il bambino non mostra nessun tipo di apertura verso mediazioni o tregue con gli adulti e con i coetanei. Le regole e i limiti vengono automaticamente ignorati e i rimproveri per  nulla accettati. Spesso i genitori davanti a queste reazioni possono sentirsi snervati e sfibrati. Il supporto di uno psicologo e la ricerca, attraverso la terapia col bambino e i colloqui con i genitori, dei significati di questi comportamenti e di opportune strategie di gestione, possono diminuire lo stress innescato.

Deficit dell’attenzione e iperattività

Le caratteristiche di un bimbo con un disturbo di questo tipo sono l’inattenzione, l’impulsività e l’iperattività motoria. Ciò spesso provoca problemi a scuola o in altri contesti sociali. Nella maggior parte dei casi questo disturbo coesiste con comportamenti oppositivi provocatori, disturbi della condotta , disturbi dell’apprendimento, disturbi d’ansia e in alcuni casi, anche se più raramente, con disturbi dell’umore e tic.

Bullismo

Il bullismo è un comportamento aggressivo, violento ed abusivo messo in atto per intimidare ed esercitare potere su un’altra persona. Viene solitamente agito contro soggetti percepiti come più deboli ed incapaci di proteggersi i quali finiscono di conseguenza in una situazione di sofferenza psicologica e di isolamento.

Si può definire il bullismo una patologia relazionale che si differenzia dai normali conflitti tra coetanei per la caratteristica di piacere che il bullo prova nel sottomettere la vittima, anche di fronte al suo dolore. Il bullo manca quindi di compassione e la vittima non riesce a reagire a causa della paura di ritorsioni e minacce e rimane quindi sempre più isolata.  Questo la porta ad avere una bassa autostima, ad  evitare la scuola o a divenire a sua volta aggressore.

TIC

I tic nervosi si dividono in tic motori e tic vocali e sono movimenti improvvisi, involontari, ripetuti ed incontrollabili come per esempio sbattere le palpebre, sollevare le spalle, fare delle smorfie, ruotare il collo o anche raschiarsi la gola e tirare su con il naso. Possono manifestarsi intorno ai 6-7 anni in maniera graduale e poi sparire spontaneamente. È importante considerare le eventuali cause organiche e, una volta escluse, concentrarsi sul significato psicologico dei tic: questo sintomo può infatti essere una risposta ad una situazione d’ansia o ad un evento stressante attraverso il quale il bambino cerca di esprimere i vissuti e le emozioni che non riesce a gestire.