Disturbi comportamentali

L’adolescente, nella fase di vita delicata che sta attraversando, è impegnato a costruire la sua personalità ed a ritagliarsi uno spazio tutto suo in cui possa “liberare” le sue caratteristiche personali. Ogni novità inizialmente affascina, ma in seguito manda in crisi, poiché diventa un motivo per mettersi in discussione. Un ragazzo, quindi, sente crescere sempre più, dentro di sé, le preoccupazioni, non riesce a “tirarle fuori” e ne viene quindi sopraffatto, andando incontro ad una sofferenza tale che può dare origine ad un vero e proprio disturbo. Il confine fra un adolescente sano e uno che sviluppa una patologia, è sempre più sottile e il ragazzo trasforma il suo modo di essere gradualmente, modificando i suoi atteggiamenti e affrontando la vita in modo diverso.

I genitori possono avere davanti un figlio adolescente radicalmente cambiato, non riescono più a trovare un terreno comune e un punto di incontro con lui, ogni tentativo che provano a fare ha come risultato una discussione ed un conflitto.  Il ragazzo utilizza un atteggiamento di sfida pressoché continuo che può riguardare non solo la vita famigliare, ma anche lo svolgimento dei compiti e delle attività quotidiane in cui il ragazzo può essere impegnato.

In una situazione di questo tipo è importante offrire un intervento di cura tempestivo per capire le motivazioni che hanno portato all’instaurare e mantenere tali comportamenti ed aiutare quindi ragazzo e famiglia a stare meglio.

Disturbo oppositivo provocatorio

Quando un ragazzo manifesta un disturbo oppositivo-provocatorio la sua unica preoccupazione diventa quella di imporre verbalmente le sue opinioni, in maniera arrogante e presuntuosa, alle persone con cui ha un rapporto (genitori, insegnati, amici, etc…), mettendo in secondo piano ciò che gli altri possono provare o pensare. La conclusione di quasi tutte le interazioni è un conflitto, una lite.

Avere quindi un rapporto con un ragazzo che manifesta questo tipo di atteggiamento può essere oltremodo frustrante e tutte le energie dei soggetti coinvolti vengono inevitabilmente utilizzate in modo negativo (liti e conflitti).

Disturbi della condotta

A volte gli adolescenti  possono avere comportamenti che infrangono, in modo palese e continuativo, le norme e le regole; possono essere aggressivi, fare danni, rubare etc… Questi comportamenti possono avere cause e motivazioni psicologiche e possono essere trattati per evitare che continuino e causino problemi ancora più gravi al ragazzo e a chi lo circonda.

Deficit dell’attenzione e iperattività

Solitamente la diagnosi di ADHD viene fatta quando il ragazzo è ancora un bambino.; laddove questo non sia avvenuto, i sintomi per riconoscere il disturbo sono: scarsa attenzione, impulsività e iperattività motoria. Questo spesso provoca problemi a scuola o in altri contesti sociali.

Solitamente questo disturbo si presenta insieme ad altre problematiche psicologiche: comportamenti oppositivi provocatori, disturbi della condotta, disturbi dell’apprendimento, disturbi d’ansia e raramente, con disturbi dell’umore e tic.

Bullismo

Il termine bullismo indica un insieme di comportamenti aggressivi e abusanti  messi in atto da un ragazzo o da un gruppo di ragazzi, per avere “il  potere” su una persona. Queste azioni vengono messe in atto nei confronti di persone ritenute più deboli e incapaci di difendersi e di reagire; spesso le “vittime” manifestano condizioni di sofferenza psicologica, isolamento ed emarginazione.

Il bullismo è una patologia relazionale doppia, perché colpisce sia il bullo sia la vittima e differisce dai tipici conflitti tra coetanei perché il bullo prova piacere nell’insultare, picchiare o sottomettere la vittima anche se è evidente la sofferenza di quest’ultima, che si sente quindi isolata e impotente, non in grado di reagire o di poter chiedere aiuto per paura di vendette e ritorsioni. Questo la porta la vittima ad avere una scarsa opinione di sé, a cercare di evitare la scuola o a divenire a sua volta, per reazione, aggressore.

Un moderno tipo di bullismo è il Cyberbullismo, in cui tutto quello che accade tra bullo/bulli e vittima avviene però on line, con pubblicazione di foto o di frasi così avvilenti e denigratorie da suscitare in chi le subisce le medesime sensazioni di un “abuso” reale.